AP S.Gregorio Magno di Noceno
“Fascicoli matrimoniali”, serie 1.1.1.3, fascicolo 4

Documento acefalo, di fogli 2. Il primo testimone  rimane anonimo, iniziando il documento alle battute finali dell’interrogatorio. Il secondo è Angelo Cendali, il cui interrogatorio è completo.

La  trascrizione  segue la disposizione che il testo  ha nel documento                

 Processo informativo per stabilire lo stato libero di Domenico Schiavetti

 [ f. 1 recto]

[…] che quel aria di Trieste mi è nociva alla mia salute, onde parte habito in Venetia, parte in Trieste per acudire il mio  interesse, e parte in Sanico mia patria per la cura della mia famiglia.
Inquisitus di qual vita, e costumi sia il sunominato Domenico Schiaveti.
Respondit: per me, dico la verità, d’averlo sempre conosciuto per un giovine di boni costumi
Inquisitus se nel tempo che ha habitato in Venetia e in Trieste habbia preso moglie o contratto altro impedimento, cioè di Religione, o di Ordine Sacro
Respondit: no Signore, che non ha incontrato né l’uno, né l’altro, ed è affatto libero.
Inquisitus se possi essere, che il prefato Domenico Schiaveti, nel tempo che ha fatto dimora nelle sudette città di Venetia e Trieste, habbia preso moglie, o contrato altro impedimento, e che esso esaminato nol sapia
Respondit: non può essere questo per certo, per caggione che se havesse preso moglie o contratto etc, io lo saprei certamente, per caggione che io ho sempre praticato con il medesimo, anzi eravamo in vicinanza di bottegha tanto in Trieste come in Venetia, onde Vostra Signoria può comprendere che, per la continua società, se havesse preso moglie o etc, io mi sarei acorto, l’averei sentito a dire et il medesimo me l’averebbe confidato,  e quanto ho sino ad hora deposto lo confermo con tutta verità.

Que scire dixit
Rationibus
Et super generalibus respondit[1]
Et est aettatis, ut dixit, annorum 35. Confessus et communicatus in Paschate
Et fuit dimissus

Sucessive eodem die etc
In et de mandato ut supra etc
Assumptus fuit Angelius Cendalis filius quondam Raphaelis loci Mosnici ex villis pariter supradicte Muggiasche. Testis productus, monitus, iuratus etc
Inquisitus qual sia il suo nome, cognome, e di chi sia figliolo
Respondit: il mio nome è Angelo Cendali, figlio del quondam Raphaele
Interrogatus quanti anni habbia, di qual patria sia, ove habiti, et che esercitio facia, e se ha moglie, e figli, quanti, e come


[1] Si tratta di formulari del latino giuridico ecclesiastico

[ f. 1 verso]

Respondit: la mia età è d’anni sesanta, sono della terra di Mosnico cura di Muggiascha, il mio esercitio è di fabro ferraio, ho moglie e due figlioli, uno maschio et una femina.
Inquisitus da chi sia stato chiamato per sottometersi a questo esame, e se per questo effeto gli sia stato dato, o promesso, cosa alcuna
Respondit: sono stato chiamato da Domenico Schiaveti mio amico, né dal medesimo, nè da altri per questo interesse mi è stato dato, né promesso cosa alcuna, né io l’averei accettata.
Inquisitus se conosca Domenico Schiaveti, da quanto tempo lo conosca, et con qual occasione lo conosca
Respondit: l’ho sempre conosciuto sino da fanciulo qui nella cura di Mugiascha e poi l’ho sempre conosciuto e praticato anco nella città di Venetia, et ancho nella città di Trieste, tanto in tempo del suo garzonado in Venetia e due anni lavorante, quanto in quel poco di tempo che è stato lavorante in Trieste, e siamo della medesima professione.
Inquisitus di qual loco sia il sudetto Domenico Schiaveti, di chi sia figlio, e di che ettà
Respondit: è nativo della terra di  Mornico, dell’istessa mia cura di Muggiascha, ed è figlio del quondam Giovanni Battista Schiaveti, la sua ettà sarà circumcirca tra li ventinove e trenta anni.
Inquisitus ove il sudetto Domenico Schiaveti habbi habitato in tutto il tempo di sua vita, et ove habiti di presente
Respondit: da fanciullo ha habitato sempre in Mornico sua patria in casa delli suo genitori cura di Muggiascha, di poi è stato mandato da suo padre in Venetia per imparare l’arte di fabro, ove ha dimorato cinque anni per garzone e due anni per lavorante, di poi è venuto alla patria ricercato da suo padre, e vi è dimorato circa mesi cinque, e novamente è ritornato per ordine di suo padre in Venetia per esercitarsi nella sua professione etc
Inquisitus se sa dire di che tempo preciso sia il sudetto partito dalla sua patria, e di che tempo sia ritornato
Respondit: so di certo che quando è stato mandato da suo padre a Venetia per garzone è stato l’anno del 1758, passato l’autuno, verso il fine del mese di novembre, ed è ritornato alla patria nel mese di luglio l’anno 1765, e vi è dimorato in Patria circa mesi cinque, di poi è ritornato in Venetia al fine del mese di dicembre.

[ f. 2 recto]

Inquisitus se sa che il sudetto Domenico Schiaveti doppo d’essere ritornato nella città di Venetia per esercitare il suo mestiere di fabro ferraro abbia sempre habitato nella medesima città, o se sia partito in altri paesi
Respondit: mi aricordo di certo che doppo pocho tempo che arivò dalla patria in Venetia, si partì verso la città di Trieste, ove ha dimorato per poco tempo, circa mesi sei, e poi si è portato novamente in Venetia, ove è stato pochi giorni per caggione che li fu dato la nova della morte di suo padre, ed è stato necessitato ritornare alla patria, ove presentemente si ritrova, e non è più partito.
Inquisitus qual notitia habbi come il sudetto Domenico Schiaveti habbi habitato anni sette in Venetia, e circa mesi sei nella città di Trieste, e che deponga il vero
Respondit: in questo non posso fallare, poiche in tempo che il sudetto Domenico Schiaveti habitò in Venetia in qualità di garzone, e poi lavorante, habitavo anch’io in qualità di lavorante della medesima professione del sudetto, così parimente in tempo che habitò in Trieste mi ritrovavo in quella città, ove più volte son stato e dimorato per la mia professione, per esservi diversi nostri patriotti in Trieste di fabro ferraro, da quali sono  stato ricercato in tempo di suo bisogno, e poi ritorno in Venetia, ed hora alla patria ove mi ritrovo di presente
Inquisitus di quale vita, e costumi sia il sudetto Domenico Schiavetti
Respondit: per me l’ho sempre conosciuto per un giovine da bene
Inquisitus se sa di certo che in tempo che habitò in Venetia, et in Trieste habbia preso moglie, o contratto altro impedimento, o di Religione, o di Ordine Sacro 
Respondit: no Signore che non si è mai maritato, né contratto alcun impedimento
Inquisitus se possi essere che il sudetto Domenico Schiaveti, in tempo che habitò in Venetia, e per quel poco  di tempo che habitò in Trieste habbia preso moglie, o contrato altro impedimento, e che esso esaminato nol sapia
Respondit: non ha moglie certamente, nè contrato alcun impedimento, poiché, se così fosse, lo saprei di certo per caggione che l’ho sempre praticato come patriotto, e se havesse preso moglie o contratto altro impedimento, mi sarei acorto, e lui medesimo me lo haverebbe detto per l’amicitia che habiamo sempre hauto, e lo haverei sentito dire da

[ f. 2 verso]

tanti patriotti che habitano della nostra cura di Muggiascha tanto in Venetia, come in Trieste, che però [perciò] quanto ho sino ad hora detto l’ho detto con tutta verità

Que scire dixit
Rationibus
Et super generalibus respondit
Et est aetatis annorum ut dixit 60
Communicatus in Paschate
Et fuit dimissus

Carolus Magnus Praepositus Bellani Vicarius Foraneus

Ego presbiter Dionysius Rusconus filius quondam Iohannis
Baptistae, parocus Noceni, prefati Rev.di Domini Vicarii Foranei Praepositi Bellani cancellarius
suprascriptas iuratorum testium depositiones  ad normam ut supra recepi, fideliter exaravi et pro
fide me subscripsi. Noceni hac die septima octobris 1768
 

Nota. Lo Schiavetti si è effettivamente sposato il 30 ottobre di quell’anno, come risulta dal Libro dei Morti 1708 – 1808 della Parrocchia di San Lorenzo in Muggiasca, consultabile presso l’Archvio Parrocchiale di Vendrogno. (trascrizione di L. Pel.)