La parrocchia di S. Andrea di Pagnona,  fondata dai capifamiglia della comunità, viene stralciata dalla parrocchia di Margno (Lc) nell'anno 1498. Copia autentica dell'atto di fondazione, rogata dal notaio Prospero Grattarola, che la trae dalle imbreviature del notaio Antonio Berlucchi, si trova in Archivio Parrocchiale[1]. In precedenza le funzioni parrocchiali sono esercitate dalla chiesa di S. Michele. Entrambe le chiese di S. Michele e di S. Andrea Apostolo risultano già  esistenti alla fine del XIII secolo (cfr. Liber Notitiae), ma, mentre S. Andrea assumerà funzioni parrocchiali, la chiesa di San Michele scomparirà già nella prima Età Moderna. Alla data del "Liber Notitiae", l' arcivescovo Ottone Visconti esige tributi dalla pieve di Primaluna in Valsassina, cui Pagnona appartiene per territorio. Nelle fonti la pieve di Primaluna è detta anche “Pieve della Valsassina”.

Informazioni  più precise sull'Ente desumiamo dagli atti e decreti delle visite pastorali di Epoca Moderna e contemporanea, conservate presso l'Archivio Storico Diocesano[2] e nello stesso Archivio Parrocchiale[3]. Nel corso della prima visita dell' Arcivescovo Carlo Borromeo (1566) non risulta presente alcuna confraternita. Due confraternite, presumibilmente per impulso del Borromeo stesso, vengono erette subito dopo: la Confraternita del  SS. Sacramento (data incerta, si fa risalire a S.Carlo) e la Confraternita del Rosario (fondazione: 1576 - 1582). La Confraternita del SS. mo sacramento, vivente nel 1722,  ci appare estinta alla data della visita Pozzobonelli (1746), ma viene riistituita alla fine del secolo successivo (1891), come risulta dal decreto arcivescovile conservato in Archivio Parrocchiale[4], ed è attestata nei documenti parrocchiali almeno fino al 1963. La Confraternita di S. Carlo viene eretta nel 1613, a pochi anni dalla canonizzazione del Borromeo. La documentazione più consistente conservata in Archivio Parrocchiale (cc. 44 + 1 pergamena) riguarda proprio questa confraternita, interessante non solo per l'intitolazione  a S. Carlo (in funzione anti - protestante in un luogo non lontano dai Grigioni), ma anche per i rapporti che intrattiene con l'omonima confraternita veneziana[5]. Non è forse casuale che un inventario di documenti  del 1704, conservato in Archivio Parrocchiale[6], chiami la cappella di S. Carlo “Cappella di S. Carlo e Santa Lucia”. Come è noto, le spoglie della Santa riposano dal Duecento nella Chiesa veneziana dei SS. Lucia e Geremia.  Della Confraternita della Dottrina Cristiana abbiamo attestazione nell'unico registro confraternale superstite di Antico Regime, a cavallo dei sec. XVIII e XIX[7].

Da un punto di vista demografico, alla data della seconda visita di S. Carlo (1582) le anime da comunione in Parrocchia sono 120. Circa due secoli dopo,  alla data della vista Pozzobonelli (1576) risultano essere 209[8]. Il fenomeno migratorio investe Pagnona in Età Moderna non meno che i diversi nuclei della Valsassina. Le fonti degli status animarum conservate in Archivio Parrocchiale (Anagrafe) offrono materia per un approfondito studio demografico tra XVIII e XX secolo.
Come si è detto, Pagnona appartiene alla Pieve di Primaluna (o Valsassina) ed al Vicariato foraneo istituito da S.Carlo, che fino al 1971 comprende le stesse parrocchie della Pieve (Regione V della diocesi). Con la riorganizzazione dei decanati (1971 -1972), Pagnona viene inserita nel decanato di Primaluna, appartenente alla Zona pastorale III (Lecco). Attualmente la Parrocchia costituisce una unità pastorale con la Parrocchia di S.Dionigi di Premana, affidata ad un unico sacerdote coadiuvato da un vicario[9]. Per questo motivo,  e per salvaguardare le carte dai lavori di ristrutturazione in corso a S. Andrea, l'Archivio Parrocchiale è ora conservato presso la parrocchia di S. Dionigi di Premana.

L.Pel



[1] Cfr. Archivio Parrocchiale S. Andrea,  Cartella 2, serie 1.2.3.1.1, fasc. 1.
[2] Cfr. ASDMi, Sezione X "Visite pastorali", Valsassina, vol. 46, cc. 340v-344r.
[3] Cfr. AP S. Andrea. Cartella 1, serie 1.2.1.1., fasc. 1-12.
[4] Cfr. AP S. Andrea. Cartella 6, serie 1.3.1, fasc. 4.
[5] Cfr. AP S. Andrea, Cartella 6, partizione 1.3.1, fasc. 2.2
[6] Si tratta dell’ “Inventario delle scritture nelle quali vi sono obblighi perpetui di messe spettanti alla Chiesa di Pagnona, come anche delle scritture in favor della Parochiale, della Fabrica et della Capella di S. Carlo et di S. Lucia”, conservato  in AP S. Anfrea, Cartella 1, serie 1.2.2.1, fasc. 1.
[7] Cfr. AP S. Andrea, Cartella 8, partizione 1.3.2, registro 1.
[8] Cfr.
"CIVITA. Le istituzioni storiche del territorio lombardo. Le istituzioni ecclesiastiche XIII - XX   secolo", ed. Regione Lombardia et alteri, Milano 2002, II, p. 614.
[9] Per la possibilità dell'istituzione delle unità pastorali cfr.
Sinodo 47, cost. 155 - 160 (ed. ITL, Milano 1995), con riferimento al can. 517 comma 1 del vigente Codice di diritto canonico


Una Confraternita tra Pagnona e Venezia

Solo un attento esame dei 24 registri anagrafici giunti sino a noi in serie quasi complete (registri misti di battesimi e matrimoni, battesimi, matrimoni, cresime, defunti, stati d’anime) consentiranno ai ricercatori  di rispondere alle domande sui flussi migratori tra Pagnona e le Venezie. Questo grazie alla continuità delle registrazioni anagrafiche ed al loro precoce inizio, il 3 luglio 1574. Vi è tuttavia nella documentazione conservata in Archivio storico parrocchiale di S. Andrea un fascicolo che testimonia un legame stretto tra Pagnona e Venezia: il fascicolo riguardante la confraternita pagnonese di S. Carlo (Archivio parrocchiale S. Andrea, Cartella 6, partizione 1.3.1, fasc. 2). La confraternita viene fondata nel 1613 presso l’omonimo altare nella Chiesa parrocchiale, a soli 4 anni dalla canonizzazione di S. Carlo, ed aggregata nel 1616 per il consueto scambio di benefici spirituali (preghiere, indulgenze, suffragi) all'Arciconfraternita dei SS. Ambrogio e Carlo di Roma. Nella documentazione che ci è giunta,  il legame con Venezia si manifesta nel secolo successivo. E’ del 1718 un documento attestante l’obbligo della Comunità di Pagnona di mantenere accesa la lampada all'altare di S. Carlo nella Parrocchiale per mandato della Confraternita di S.Carlo in Venezia. Una delle piste di ricerca che si aprono è l’identificazione di questa confraternita in Venezia, alla ricerca di materiale riguardante il rapporto con Pagnona, non senza aver prima consultato virtualmente gli inventari delle corporazioni religiose soppresse conservati presso l’Archivio di Stato di Venezia nel sito ministeriale
Guida on-line degli Archivi di stato Italiani, (www.archivi.beniculturali.it  > Guida generale degli Archivi di Stato > struttura gerarchica > volume IV “S-Z” > albero > Archivio di Stato di Venezia > albero > partizione III), ed il ricchissimo sito già segnalato http://siusa.signum.sns.it/ev/venezia/ (percorso: Archivi storici della Chiesa di Venezia > accesso alla banca dati > entra nel sito > soggetti produttori > enti > (scegliere la parrocchia) > complessi archivistici prodotti).

 L.Pel.