Goffredo da Bussero nomina tre Chiese nel territorio di Indovero con Narro alla fine del Duecento: S. Martino in loco divirio, S. "Gualderico" e S. Brigida in loco narro, tutte dipendenti dalla Pieve di Primaluna . La dedicazione dei santi indica influssi lontani nel tempo e nello spazio: S. Ulrico (ital. Uldarico /Ulderico, ted. Ulrich, in cui è molto probabile ravvisare il S. Gualderico di Goffredo) è vescovo di Augusta, canonizzato nel 993, in visita a Roma nel 971. Questa dedicazione farebbe pensare alla costruzione della piccola Chiesa di S. Ulderico nei secoli XI - XII. Di S. Brigida Goffredo dice che nec martir fuit nec regina. Si tratta della badessa irlandese di Cill Dara (Kildare), il cui culto si diffonde in Italia a partire dal IX secolo E' interessante notare che, delle sei chiese lombarde dedicate a questa santa ricordate da Goffredo da Bussero, ben 2 appartengono per territorio alla Pieve di Primaluna: S. Brigida di Narro e S. Brigida di Averara. Secondo O. Zastrow lo stesso campanile della Chiesa parrocchiale di Indovero, S. Martino, risale al periodo romanico, precisamente al sec. XI . L'erezione di S. Martino a parrocchiale è invece più tarda, risale alla fine del XV secolo (1498), in seguito allo smembramento da S. Bartolomeo di Margno. La prima visita pastorale di una certa completezza è quella di S. Carlo del 1566 . Per impulso del Borromeo viene istituita canonicamente nel 1574 presso l'altar maggiore la Confraternita del SS.mo Sacramento, mentre la Confraternita del S. Rosario sorge due anni dopo presso la cappella e altare della B.V.M. del Rosario della stessa Parrocchiale. Dalla documentazione parrocchiale risulta che la Confraternita del Santissimo, nelle due sezioni maschili e femminili, vive fino agli anni 70 del XX secolo, mentre la Confraternita del Rosario presenta un'ultima attestazione nel 1888. La Confraternita della Dottrina Cristiana, sempre stando ai documenti conservati in AP, è attiva dalla metà del XVIII secolo al 1819.

La Visita Pozzobonelli del 1746, oltre a S. Brigida e S. Ulderico (detto anche dell'Ascensione), rileva l'oratorio della B.V.M. di Pomaleggio, edificata poco dopo il 1672, e l'oratorio dei SS. Gottardo e Antonio Abate, di cui non è specificata la data di edificazione . Nella documentazione parrocchiale S. Gottardo è nominato per la prima volta in un documento del 1522 (Cartella 8, serie 1.6.1.1.3, fascicolo 1). Nel 1746 la popolazione ammonta a 98 famiglie. Tutti e quattro gli oratori sono attestati duecento anni dopo nella prima visita Schuster (1931). Si trovano in stato discreto o buono, benchè di tutti si sia persa traccia tanto della data di edificazione quanto della data di consacrazione. La stessa visita Schuster nomina come "antichissimo" l'oratorio di S. Rocco, che tuttavia non compare nella visita Pozzobonelli, né nella documentazione parrocchiale. A questa data gli abitanti della Parrocchia ammontano a 550, mentre ci sono stati "molti emigrati" .

Da un punto di vista amministrativo, Indovero ha sempre fatto parte della Pieve e Vicariato di Primaluna (regione V della diocesi). Con l'introduzione dei decanati si è mantenuta nel decanato di Primaluna, che è parte della Zona pastorale III (Lecco) della diocesi.

(L. Pel.)
Bibliografia
ARRIGONI G., Notizie storiche della Valsassina, Milano 1840
M. MAGISTRETTI (a cura), Liber notitiae Sanctorum Mediolani, Milano 1917. Le chiese citate si trovano alla col. 247D (S. Martino), col. 161B (S.Ulderico), col. 57 A (S. Brigida).
Bibliotheca Sanctorum, III, Roma 1963, p. 436.
O. ZASTROW, Repertorio di arte medievale in Alta Valsassina. Aggiornamenti critici e testimonianze inedite, in Rivista Archeologica dell'antica provincia e diocesi di Como", Como 1976,
Archivio Storico Diocesano di Milano, Sezione X Visite Pastorali, Serie Valsassina, vol. 38.
ASDMi, Visite Pastorali, Serie Valsassina, vol. 46, cc. 282 e 284.
ASDMi, Sezione X Visite Pastorali, serie Visite Card. Schuster, vol. 59 (Primaluna I)
ATTANA' A., L'Archivio della Parrocchia di Indovero, tesi dell'Università Cattolica del S. Cuore, relatore prof. A.G. Ghezzi, a.a. 1996 - 1997.
"CIVITA. Le istituzioni storiche del territorio lombardo. Le istituzioni ecclesiastiche XIII - XX secolo", I, Milano 2002, ed. Regione Lombardia et alteri, pp. 354 - 355.
MAGISTRETTI M. (a cura), Liber notitiae Sanctorum Mediolani, Milano 1917, col. 247D, 161B, 57A
MASTALLI A., Parrocchie e chiese della Valsassina nel XVI secolo, "Memorie Storiche della Diocesi di Milano" IV (1957)
O. ZASTROW, Repertorio di arte medievale in Alta Valsassina. Aggiornamenti critici e testimonianze inedite, "Rivista Archeologica dell'antica provincia e diocesi di Como" (1976)


Un santo e una bambina tra Indovero e Venezia

La documentazione circa i legami tra il territorio di Indovero e Venezia non è cospicua ma indica una sicura pista di ricerca. Indizi importanti sono il "legato de' Veneziani" ed il battesimo della piccola Giovanna Maria Marazzi di Michele (inizio sec. XIX). Quanto al primo, conservato in Cart. 15, serie 1.7.1., fasc. 6, (di cui si trova menzione anche nei Registri dei Legati, Registri, serie 1.7.3, registro 4, f. 13 recto e documento allegato), è di grande interesse per il nome della Confraternita veneziana che istituisce il legato e dell'altare presso cui è istituito. Si tratta della Confraternita veneziana di S. Antonio da Padova, e dell'altare di S.Antonio da Padova, che si trova nella Chiesa parrocchiale di Indovero. Ora, S. Antonio è certamente un santo attestato in tutto il Paese, tuttavia potrebbe non essere casuale l'istituzione del legato presso l'altare di un santo il cui culto trova proprio nelle Venezie il proprio maggior centro di irradiazione (la Basilica del Santo a Padova). E' possibile che gli oriundi abbiano maturato nella patria d'elezione una particolare devozione al santo, desiderando istiuire nella patria d'origine un legato presso il suo altare. Il che costituisce quello che noi oggi chiameremmo un significativo "scambio culturale" tra le Venezie e la Valsassina, nella fattispecie Indovero. Ancor più significativo il battesimo di Giovanna Maria Marazzi, figlia di Michele e Anna Brumani, che avviene a inizio Ottocento nella Parrocchia di S. Maria Formosa a Venezia (allegato n. 8 del terzo registro di Anagrafe mista). Questa attestazione di battesimo è particolarmente importante perché indica con esattezza la parrocchia (e non il rione, come avviene nei documenti notarili, che è indicazione più generica) in cui sono residenti i genitori a Venezia. Di conseguenza, la ricerca da condurre trova nella Parrocchia di S. Maria Formosa un punto certo di partenza. Non solo: in un documento notarile di compravendita del 1831 (cfr. CAPPELLANIE, Cappellania Scolastica sac. Antonio Marazzi), oltre all'attore giuridico Francesco Piatti, originario di Indovero, risultano tra i testimoni fabbri della Valsassina domiciliati a Venezia (con indicazione del Rione) e, tra loro, il padre della bimba Giovanna Maria, Michele Marazzi. Da questi pochi tratti risulta evidente l'esistenza di una comunità oriunda di Indovero a Venezia, non sappiamo quanto consistente, tuttavia abbastanza consistente da dotare di un legato l'altare di S. Antonio da Padova nella Parrocchiale di S.Martino. La pista di ricerca per lo storico partirà dunque dai Rioni menzionati nell'ultimo documento citato, ed in particolare dalla documentazione (registri anagrafici in testa) della Parrocchia di S. Maria Formosa in Venezia.
(Lucia Pelagatti)